📗 Modulo 4

Modulo 4: Violenza nelle relazioni sentimentali e tra partner intimi

🤝 Partner responsabile: Università di Alicante

Capitolo

📖 Panoramica del capitolo

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Panoramica

Benvenuta/o a questo modulo sulla violenza nelle relazioni sentimentali e tra partner intimi. Questo modulo esplora la violenza nelle relazioni sentimentali e tra partner intimi con l’obiettivo di fornire le conoscenze e gli strumenti necessari per identificare, prevenire e rispondere alle varie forme di abuso nelle relazioni. Il modulo affronta non solo la violenza fisica, ma anche forme meno visibili come la manipolazione emotiva, il controllo coercitivo e l’abuso economico. Attraverso contenuti basati su prove scientifiche, attività interattive e scenari di vita reale, il modulo promuove una riflessione critica sulle norme di genere, le dinamiche di potere e i miti comuni che possono nascondere comportamenti dannosi. Il modulo sottolinea inoltre l’importanza dell’inclusività, esaminando come questo tipo di violenza influisca sugli individui di genere, orientamento sessuale e background sociale non conformi. Al termine del modulo, sarai in grado di riconoscere i segnali di allarme e le caratteristiche delle relazioni sane e contribuire a una cultura di sicurezza, rispetto e sostegno nella tua comunità.

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Obiettivi di apprendimento del capitolo

Obiettivi di apprendimento
Al termine di questo modulo, sarai in grado di:

Obiettivo 1
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Obiettivo 1
Riconoscere le diverse forme di violenza nelle relazioni sentimentali e tra partner intimi.
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Obiettivo 2
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Obiettivo 2
Comprendere le dinamiche di potere e controllo nelle relazioni abusive.
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Obiettivo 3
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Obiettivo 3
Identificare i primi segnali di allarme e i segnali di pericolo nelle relazioni sentimentali e intime.
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Unità 1

💔 Che cos’è la violenza nelle relazioni sentimentali e tra partner intimi?

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Argomenti chiave

Definizioni di violenza nelle relazioni sentimentali e tra partner intimi Portata e prevalenza nella popolazione giovanile Modelli di escalation, segnali di allarme e ciclo di abuso Norme sociali e miti ("la gelosia è una dimostrazione di amore")
📘 Definizioni

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la intimate partner violence (IPV) come un comportamento all’interno di una relazione intima (che include sia le/i partner attuali che quelle/i precedenti) che causa danni fisici, sessuali o psicologici. Ciò include atti di aggressione fisica, coercizione sessuale, abuso psicologico e comportamenti controllanti (OMS, 2022). Inoltre, l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) definisce anche la violenza economica come una forma di IPV e sottolinea che quest’ultima costituisce una forma di violenza che colpisce in modo sproporzionato le donne (Consiglio d’Europa, 2011).

Considerando tutti i tipi di relazioni, circa 1 donna su 3 subisce una qualche forma di violenza domestica nel corso della sua vita, sia essa fisica, sessuale o emotiva (McCauley et al., 2023). I partner o ex partner intimi di sesso maschile sono i perpetratori più comuni di violenza contro le donne (OMS, 2012).

Le donne che hanno subito violenza domestica nelle relazioni con gli uomini spesso descrivono la violenza come radicata nella mascolinità egemonica (McCauley et al., 2023). La mascolinità egemonica è un’idea culturale secondo cui essere un "vero uomo" significa essere dominante, impassibile e in controllo. Connell e Messerschmidt (2005) spiegano come questo modello sociale, in cui i tratti stereotipicamente maschili sono idealizzati come norma maschile, possa aiutare a spiegare perché gli uomini mantengano un ruolo sociale dominante, mentre le donne e altri gruppi percepiti come femminili ricoprano un ruolo più subordinato. Tali convinzioni possono far sembrare normali o addirittura desiderabili comportamenti aggressivi, possessivi o controllanti.

Molte donne riferiscono di aver subito il controllo degli uomini sul proprio corpo e sulla propria sessualità (McCauley et al., 2023). Quando gli uomini perpetrano abusi emotivi, spesso intendono umiliare le loro partner e sfruttare le norme sociali eteronormative (McCauley et al., 2023). Queste forme di violenza possono variare notevolmente, dall’abuso psicologico a quello sessuale. In molti casi, gli uomini si considerano i capifamiglia e/o più potenti delle vittime.

La mascolinità egemonica può anche esercitare pressione sui ragazzi e sugli uomini affinché dimostrino forza, controllo e dominio eterosessuale (Connell & Messerschmidt, 2005). Altre forme di mascolinità, specialmente quelle considerate femminili, sono emarginate o subordinate alla versione egemonica, che simboleggia ed esercita il potere sia sulle donne che su altre identità maschili (Kwak, Taber, & Stults, 2024). Poiché la società spesso si aspetta che gli uomini siano "duri" e autosufficienti, anche quelli considerati egemonicamente maschili possono provare vergogna nel parlare apertamente o avere difficoltà a riconoscere o ammettere di subire abusi (Kwak, Taber, & Stults, 2024).

Sebbene le donne siano colpite in modo sproporzionato, la violenza domestica si verifica in tutti i tipi di relazioni e può assumere forme diverse da una all’altra. Tuttavia, molti segnali di allarme sono radicati nel potere e nel controllo. Nelle relazioni LGBTIQA+, in particolare tra i giovani uomini appartenenti a minoranze sessuali (YSMM), la violenza può essere influenzata dalle aspettative sociali relative alla mascolinità. Gli studi hanno scoperto che alcuni partner possono ricorrere alla violenza o alla manipolazione emotiva per "dimostrare" la loro mascolinità, evitare di apparire deboli o controllare l’espressione dell’identità del proprio partner (Kwak, Taber, & Stults, 2024). Al contrario, poiché in genere non ci si aspetta che le donne siano violente, può essere più difficile riconoscere la violenza quando sono loro le autrici, a causa del costrutto della femminilità.

DOMANDA VERO/FALSO
Vero o falso

Anche gli uomini e le persone non binarie subiscono violenza di genere.

RISPOSTA: VERO

La violenza da parte del partner intimo (IPV) è la forma più comune di violenza di genere e, secondo quanto riportato, si verifica in tutti i Paesi, culture e livelli della società (Garcia-Moreno et al., 2006). L’IPV può colpire persone di tutti i generi e si verifica in tutti i tipi di relazioni, non solo nelle donne che hanno relazioni eterosessuali.

Sebbene alcuni dei dati presentati di seguito siano tratti da studi condotti negli Stati Uniti, la violenza di genere (GBV) è un problema altrettanto grave e diffuso in tutta Europa. Per informazioni più dettagliate sui tipi e sulla prevalenza della GBV nel tuo Paese, puoi consultare l’indagine dell’UE sulla violenza di genere (2023), condotta da Eurostat in collaborazione con tutti i 27 Stati membri dell’UE. L’indagine fornisce dati ufficiali e comparabili sulla violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica subita dalle donne in tutta Europa.

L’indagine nazionale sulla violenza sessuale e da parte del partner (NISVS) ha stimato che il 30,9% degli uomini negli Stati Uniti ha subito violenza da parte del partner nel corso della propria vita (Smith et al., 2017). Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (2023), in Spagna l’indagine del 2023 ha riportato 9.126 vittime, il 12,0% in più rispetto all’anno precedente. Tra queste, il 61,1% erano donne e il 38,9% uomini. La ricerca mostra anche che le donne appartenenti a gruppi sessuali minoritari (come le donne bisessuali o lesbiche) sono anch’esse esposte al rischio di IPV (McCauley et al., 2023).

Infatti, le donne bisessuali riportano i tassi più elevati: il 60% ha subito violenza domestica nel corso della propria vita, rispetto al 46% delle donne lesbiche e al 37% delle donne eterosessuali (Coston, 2021). Tuttavia, un ampio studio nazionale ha esaminato anche il genere degli autori delle violenze. È emerso che il 90% delle donne bisessuali e un terzo delle donne lesbiche hanno segnalato autori di sesso maschile (ad esempio, ex partner maschi) (McCauley et al., 2023).

DOMANDA VERO/FALSO
Vero o falso

Le persone che hanno relazioni con persone dello stesso sesso non subiscono violenza da parte del partner.

RISPOSTA: FALSO

📊 Portata e prevalenza nella popolazione giovanile

La violenza da parte del partner intimo (IPV) può colpire le persone in qualsiasi tipo di relazione sentimentale, che si tratti di appuntamenti, convivenza, matrimonio o relazioni occasionali. Non dipende da quanto tempo due persone stanno insieme o se vivono insieme (Chan & Sachs, 2023).

La violenza nelle relazioni sentimentali e la violenza da parte del partner intimo (IPV) spesso iniziano prima di quanto si creda. La ricerca ha dimostrato che la violenza nelle relazioni può iniziare nella prima età adulta e può continuare o intensificarsi nel tempo. Infatti, gli studi mostrano un legame significativo tra la violenza nelle relazioni sentimentali all’età di 20 anni e l’IPV in età più avanzata, dimostrando che le esperienze precoci possono avere un impatto a lungo termine (Greenman & Matsuda, 2016).

Tra le persone giovani in età universitaria, studi recenti evidenziano che i comportamenti dannosi possono verificarsi anche quando le/i partner hanno la stessa età e non sono sposati. Ad esempio, alcune persone hanno riferito che le/i loro partner ignoravano il loro rifiuto sessuale, un comportamento che mina direttamente il consenso (Marcantonio et al., 2024). Questi risultati ci ricordano che la violenza nelle relazioni sentimentali non è solo un problema delle persone "adulte", ma che colpisce molti individui giovani, a volte senza che se ne rendano conto.

DOMANDA VERO/FALSO
Vero o falso

La violenza nelle relazioni sentimentali può essere grave quanto quella nelle relazioni a lungo termine o matrimoniali.

RISPOSTA: VERO

⚠️ Modelli di escalation, segnali di allarme e ciclo di abuso

L’abuso nelle relazioni non sempre inizia con fatti evidenti. Può iniziare con piccole azioni, come l’invio costante di messaggi per "controllare", critiche per il modo di vestire o gelosia nei confronti della cerchia amicale. Questi primi comportamenti possono sembrare premurosi o persino lusinghieri, ma col tempo possono diventare parte di un modello di controllo e danno.

Gli studi hanno dimostrato che le prime aggressioni nelle relazioni sentimentali possono predire violenze più gravi in seguito, soprattutto quando tali modelli passano inosservati o vengono minimizzati (Greenman & Matsuda, 2016). Le vittime hanno descritto l’abuso emotivo come un elemento comune nelle loro relazioni, che spesso comporta umiliazioni, controllo o allontanamento emotivo. Anche se non sempre portano a violenze fisiche, queste dinamiche causano comunque danni reali e possono minare l’autonomia e il benessere di una persona. Ad esempio, molte donne hanno riferito esperienze di manipolazione psicologica, insulti e comportamenti minacciosi da parte dei loro partner, che riflettono modelli di pretesa e controllo (McCauley et al., 2023).

Sebbene non tutte le relazioni seguano lo stesso percorso, molte vittime descrivono un modello ripetitivo di danno e riconciliazione che è stato definito nella letteratura come il ciclo dell’abuso. Questo modello, sviluppato da Lenore Walker (1979), identifica le fasi comuni delle dinamiche abusive che spesso si ripetono nel tempo. Queste possono differire per intensità e forma, così come possono variare saltando completamente una fase o passando da una all’altra in modo inaspettato, senza seguire un percorso chiaro per tutte le persone.

Promemoria: l’abuso non sempre lascia lividi. Può anche consistere nell’essere controllate/i, isolate/i o logorate/i emotivamente nel tempo.

🔁 Il ciclo dell’abuso
Diagramma che mostra il ciclo dell'abuso in quattro fasi ricorrenti: 1) Aumento della tensione: stress, rabbia o controllo iniziano a crescere; 2) Incidente: episodio di abuso emotivo, fisico o sessuale; 3) Riconciliazione: la persona che agisce violenza si scusa o trova giustificazioni; 4) Calma o fase della 'luna di miele': periodo temporaneo di tranquillità prima che la tensione ricominci a crescere. Il ciclo si ripete in un cerchio continuo, mostrando come la violenza possa ripresentarsi nel tempo.
Questo ciclo si basa sul modello di Walker del 1979. Il modello non segue sempre le stesse fasi né si applica a tutte le relazioni, ma può aiutare a spiegare come spesso si ripetano le dinamiche abusive.
Aumento della tensione
Incidente
Riconciliazione
Calma
Aumento della tensione

L’aggressore diventa più controllante, critico o imprevedibile. La vittima può sentirsi ansiosa, temere di dire o fare qualcosa di sbagliato.

Incidente (abuso)

Si verifica un episodio dannoso. Può trattarsi di insulti, minacce, urla, violenza fisica o coercizione.

Riconciliazione

L’aggressore chiede scusa, attribuisce la colpa allo stress o alla gelosia, oppure offre regali. Potrebbe dire "Non volevo" o "È solo perché ti amo" per minimizzare o giustificare il danno causato.

Calma ("fase della luna di miele")

Le cose sembrano tornare "normali", ma i problemi irrisolti rimangono. Con il passare del tempo, la tensione ricomincia a crescere e il ciclo può ripetersi.

⚙️ La ruota del potere e del controllo
Diagramma circolare intitolato 'Ruota del potere e del controllo' che illustra come diverse forme di abuso mantengano il controllo in una relazione. Al centro si trova 'Potere e controllo'. Intorno, otto sezioni descrivono tattiche come intimidazione, abuso emotivo, isolamento, minimizzare e incolpare, uso dei figli, privilegi maschili, abuso economico, coercizione e minacce. Il grafico mostra come questi comportamenti siano collegati e utilizzati per dominare il/la partner.
Copyright del Domestic Abuse Intervention Project, 202 East Superior Street, Duluth, MN, 55802, 218-722-2781

Mentre alcune relazioni abusive comportano violenza fisica, molte altre si basano su ciò che il ricercatore Evan Stark (2007) definisce controllo coercitivo, ovvero un modello strategico di comportamenti utilizzati per isolare, controllare e dominare il partner. Stark spiega che il controllo coercitivo non consiste solo in un atto di violenza, ma nella perdita della libertà, lenta e silenziosa. Con il passare del tempo, la persona che lo subisce può sentirsi incapace di fare le proprie scelte senza paura. Anche senza violenza fisica, il controllo coercitivo è una forma grave di violenza domestica che può influire pesantemente sulla salute mentale, sull’autostima e sulla sicurezza.

Sviluppato dai Domestic Abuse Intervention Programs (n.d.), il Duluth Model: the Power and Control Wheel è uno strumento ben noto utilizzato in tutto il mondo per spiegare le diverse tattiche che gli autori di abusi possono utilizzare per mantenere il controllo sui propri partner. In sostanza, aiuta a capire che la violenza domestica non riguarda solo la rabbia o la violenza fisica, ma l’uso di molte forme di potere per dominare e isolare qualcuno nel tempo.

Il centro della ruota mostra l’obiettivo: potere e controllo. I raggi mostrano le tattiche abusive più comuni, tra cui: intimidazione, abuso emotivo, minimizzazione, negazione e incolpazione, uso di figlie e figli, isolamento, abuso economico, privilegi maschili/norme di genere, coercizione e minacce.

Questi comportamenti spesso si manifestano gradualmente e all’inizio possono sembrare insignificanti, ma insieme formano un sistema di controllo che può intrappolare gli individui in una relazione malsana o pericolosa.

🧩 ATTIVITÀ INTERATTIVA – Sai riconoscere i segnali di allarme?

Molti dei primi segnali di allarme in una relazione non sembrano violenza e spesso vengono spiegati come "passione" o "amore". In questo esercizio sono presenti alcuni comportamenti comuni: decidi se si tratta di 🚩 segnali di allarme, ✅ comportamenti sani o ❓ se dipendono dal contesto.

1. La/il partner mi chiede di condividere la password del mio telefono.

Risposta corretta: 🚩 Segnale di allarme

Spiegazione: comportamenti controllanti come monitorare il telefono della/del partner possono segnalare una fase iniziale di controllo coercitivo o sorveglianza, specialmente se presentati come un segno di amore o fiducia. Il comportamento controllante è un modello comportamentale che consiste nel controllare qualcuno spaventandolo, isolandolo o esercitando pressioni.

2. Mi dice che sta solo cercando di proteggermi da cattive conoscenze.

Risposta corretta: 🚩 Segnale di allarme

Spiegazione: le persone che commettono abusi spesso isolano le/i partner creando sfiducia nei confronti della cerchia amicale o familiare, una tattica comune per aumentare la dipendenza e il controllo.

3. Controlla sempre quando torno a casa per assicurarsi che io stia bene.

Risposta corretta: ❓ Dipende dal contesto

Spiegazione: controllare può essere un segno di affetto in alcune relazioni, ma se è accompagnato da pressione, sorveglianza o ansia quando non sei disponibile, può diventare un segno di controllo.

4. Mi dice che non può vivere senza di me.

Risposta corretta: 🚩 Segnale di allarme

Spiegazione: affermazioni come questa possono sembrare romantiche, ma possono essere emotivamente manipolatorie e segnalare dipendenza e potenziale controllo basato sul senso di colpa.

5. Mi incoraggia a esprimermi, anche quando non siamo d’accordo.

Risposta corretta: ✅ Comportamento sano

Spiegazione: questo comportamento riflette sicurezza emotiva e rispetto, segni chiave di una relazione non violenta e solidale.

💬 Norme sociali e miti: la gelosia è una dimostrazione di amore?

Alcune convinzioni sulle relazioni possono sembrare romantiche in superficie, ma in realtà possono rivelarsi piuttosto dannose. Uno dei miti più diffusi è l’idea che la gelosia sia un segno d’amore, che essere possessivi, controllanti o eccessivamente vigili dimostri quanto una persona tenga all’altra. Ma la verità è che, quando la gelosia viene scambiata per amore, diventa molto più facile ignorare i primi segnali di allarme o normalizzare comportamenti emotivamente e psicologicamente abusivi.

La ricerca dimostra che le persone che credono fortemente nella gelosia romantica sono meno propense a riconoscere le forme non fisiche di violenza da parte del partner (IPV), come la manipolazione emotiva o la coercizione (Minto et al., 2022). Pertanto, le persone possono sottovalutare la gravità di comportamenti come l’isolamento, il controllo o il senso di colpa, soprattutto quando interpretano tali azioni come segni di affetto. Di conseguenza, potrebbero non cercare aiuto o rendersi conto della portata dell’abuso fino a quando non si intensifica.

La gelosia gioca un ruolo anche nella manipolazione. Alcune/i partner la usano per controllare l’altra persona e suscitare vergogna, paura o dipendenza emotiva. Alcune donne hanno riferito di sentirsi emotivamente "manipolate" dai propri partner, che provocavano deliberatamente gelosia o senso di colpa per ottenere potere su di loro (McCauley et al., 2023).

Il controllo derivante dalla gelosia può manifestarsi anche attraverso restrizioni fisiche. Molte donne hanno riferito di aver subito un controllo coercitivo relativo al loro aspetto, alla loro indipendenza e alle loro relazioni con gli altri individui (Moulding et al., 2021). Ad esempio, ad alcune è stato impedito di contattare le loro famiglie o sono state costrette a cambiare il loro aspetto, il tutto con la giustificazione della gelosia o della sfiducia.

Nel mondo digitale di oggi, la gelosia assume spesso nuove forme, come il monitoraggio dei social media, la lettura dei messaggi o la richiesta di aggiornamenti costanti. La gelosia è considerata un fattore chiave predittivo dell’abuso nelle relazioni sentimentali online, una forma di controllo digitale e molestia nelle relazioni sentimentali (Branson & March, 2021).

Comprendere che la gelosia non è amore e che, in realtà, può essere un segnale di allarme è essenziale per riconoscere e contrastare tempestivamente le dinamiche abusive.

🧠 ATTIVITÀ INTERATTIVA – Mito o realtà?

Istruzioni: l’utente deve selezionare il pulsante MITO o REALTÀ. Una volta selezionato, appare una breve spiegazione per rafforzare il concetto.

1. "Solo la violenza fisica è considerata abuso".

✅ Mito

Anche gli abusi emotivi e psicologici sono gravi e dannosi. Possono essere più difficili da individuare, ma spesso si verificano nelle prime fasi delle relazioni abusive.

2. "Se non lascia lividi, non è grave".

✅ Mito

L’abuso non è solo fisico. Minacce, insulti e manipolazioni lasciano cicatrici invisibili che possono influire sull’autostima e sulla salute mentale.

3. "L’abuso si verifica solo nelle comunità a basso reddito o con un basso livello di istruzione".

✅ Mito

La violenza domestica si verifica in tutti i contesti sociali. Nessuno è immune in base al reddito o al livello di istruzione.

4. "Le relazioni LGBTIQA+ non hanno le stesse dinamiche di abuso".

✅ Mito

La violenza domestica si verifica anche nelle relazioni LGBTIQA+, a volte con frequenza ancora maggiore. La violenza è una questione di controllo e può verificarsi in tutti i generi.

5. "Se non volesse essere ferita/o, se ne andrebbe e basta".

✅ Mito

Andarsene può essere pericoloso. Le vittime spesso temono ritorsioni o non hanno alternative sicure a cui ricorrere per ricevere sostegno. Molte vittime restano perché si sentono intrappolate, hanno paura o sono emotivamente legate al partner. Alcune vittime possono essere minacciate o condizionate. Andarsene non è mai semplice.

6. "La maggior parte degli abusi avviene in età avanzata, dopo molti anni di relazione."

✅ Mito

Molte donne e uomini riferiscono che gli abusi risalgono all’inizio della relazione, spesso prima dei 25 anni (Organizzazione Mondiale della Sanità, 2012).

7. "Molte donne vengono uccise da qualcuno che amavano".

✅ Realtà

Il 40%-70% delle donne uccise in tutto il mondo sono uccise dai propri partner (Organizzazione Mondiale della Sanità, 2012).

8. "Gli uomini non possono essere vittime di violenza domestica".

✅ Mito

Chiunque può essere vittima di violenza domestica. Quasi 1 uomo su 3 riferisce di aver subito violenza sessuale, violenza fisica e/o stalking da parte di una/un partner intimo nel corso della propria vita (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie – CDC, NISVS, 2024).

9. "Le donne raramente perpetrano violenza domestica contro gli uomini".

✅ Mito

Tra gli uomini che hanno subito stupro, violenza fisica o stalking da parte della/del partner intimo, il 97% ha segnalato solo autrici donne (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie – CDC, NISVS, 2024).

10. "La gelosia è un segno d’amore".

✅ Mito

La gelosia è spesso un segnale di allarme, non un complimento. Può essere usata per giustificare comportamenti controllanti e dannosi.


Unità 2

🧷 Forme di abuso nelle relazioni sentimentali e intime

Forme di abuso nelle relazioni sentimentali e intime

Questa unità aiuta a riconoscere i diversi tipi di comportamenti abusivi da parte del partner intimo che costituiscono violenza nelle relazioni sentimentali/IPV. Identificare i diversi tipi di violenza nelle relazioni sentimentali/IPV: 1. Fisica 2. Sessuale 3. Psicologica 4. Economica

Alcune persone pensano che l’abuso nelle relazioni consista solo in percosse o danni fisici, ma in realtà può assumere molte forme. Riconoscerne le diverse manifestazioni può aiutare a identificare i primi segnali di allarme e a capire quando una relazione non è più sicura o sana.

Prima di continuare, ti preghiamo di notare che questo contenuto affronta argomenti delicati e può suscitare forti emozioni. Se in questi esempi rivedi una tua esperienza personale o di qualcuno che ti sta a cuore, sappi che non sei sola/o. Chiedere supporto e aiuto è un passo importante e significativo. Nel Modulo 7 troverai informazioni utili su come ottenere assistenza. Se necessario, fai una pausa e riprendi la lettura appena ti senti più a tuo agio.

Tipi di violenza da parte del partner intimo (IPV)

  • Abuso fisico: questo tipo di abuso è definito come qualsiasi atto che causi danni fisici a seguito di una forza fisica illegale. La violenza fisica può ad esempio manifestarsi sotto forma di aggressioni gravi e lievi, privazione della libertà e femminicidio (EIGE, n.d.).
    Esempi: colpire, schiaffeggiare, spingere, soffocare, graffiare, tirare i capelli o lanciare oggetti.
  • Abuso sessuale: qualsiasi atto sessuale compiuto su un individuo senza il suo libero consenso (EIGE, n.d.).
    Esempi: contatti fisici indesiderati, coercizione, stupro, violenza sessuale o pressione a compiere atti sessuali.
  • Abuso psicologico (emotivo): qualsiasi atto o comportamento che causi un danno psicologico alla/al partner, inclusi coercizione, diffamazione, insulti verbali o molestie (EIGE, n.d.).
    Esempi: minacce, sminuimento, umiliazione, intimidazione, insulti, isolamento, ignorare, manipolazione, sensi di colpa, comportamenti controllanti.
  • Abuso economico: qualsiasi atto o comportamento che causi un danno economico alla/al partner, compreso il controllo dell’accesso alle risorse economiche e il rifiuto di adempiere alle responsabilità economiche (EIGE, n.d.).
    Esempi: impedire a qualcuno di lavorare, prendere i suoi soldi, costringerlo a dipendere da te finanziariamente, danneggiare la proprietà, limitare l’istruzione.
🧩 ATTIVITÀ INTERATTIVA – Che tipo di abuso è?

Istruzioni: leggi ogni scenario e abbinalo al tipo di abuso corretto.

1. "Durante una discussione mi ha afferrato per un braccio e mi ha spinto contro il muro".

✅ Risposta corretta: Abuso fisico

o ✅ Abuso fisico

2. "Continua a minacciarmi di diffondere foto private se la/o lascio".

✅ Risposta corretta: Abuso sessuale

o ✅ Abuso sessuale

3. "Controlla il mio telefono e mi dice con chi posso o non posso parlare".

✅ Risposta corretta: Abuso psicologico

o ✅ Abuso psicologico

4. "Non mi è permesso trovare un lavoro o avere un conto corrente bancario mio".

✅ Risposta corretta: Abuso economico

o ✅ Abuso economico

5. "Mi ha costretto a fare sesso anche quando ho detto che non ero dell’umore giusto".

✅ Risposta corretta: Abuso sessuale

o ✅ Abuso sessuale

6. "Mi insulta davanti ai suoi amici e mi chiama ‘pazza’ o ‘pazzo’ quando mi arrabbio".

✅ Risposta corretta: Abuso psicologico

o ✅ Abuso psicologico

7. "Ogni volta che litighiamo, mi prende la carta di credito e la nasconde".

✅ Risposta corretta: Abuso economico

o ✅ Abuso economico

8. "Mi ha messo alle strette e mi ha spinto quando si è ingelosita/o perché ho parlato con qualcun altro".

✅ Risposta corretta: Abuso fisico

o ✅ Abuso fisico

9. "Vuole sempre sapere dove sono e si arrabbia se non rispondo abbastanza velocemente".

✅ Risposta corretta: Abuso psicologico

o ✅ Abuso psicologico

10. "Mi fa sentire in colpa per aver speso soldi per me, anche se pago la mia parte".

✅ Risposta corretta: Abuso economico

o ✅ Abuso economico


Unità 3

🚦 Segnali di allarme e segnali positivi: riconoscere la differenza nelle relazioni

Alcuni segnali di relazioni malsane o abusive possono essere difficili da individuare, soprattutto quando iniziano in modo sottile o sono mascherati da preoccupazione o affetto. Questa sezione aiuta a riconoscere i segnali di allarme di potenziali abusi e distinguerli dai segnali positivi di una relazione rispettosa, sicura e solidale. Il contenuto presentato in questa unità si basa sull’opuscolo Violence in Relationships: Myths and Realities del progetto Youth4Youth, sviluppato dal Mediterranean Institute of Gender Studies (MIGS, 2012), con il sostegno della Commissione Europea.

Prima di continuare, ti preghiamo di notare che questa sezione tratta argomenti delicati. Tu o qualcuno che conosci potreste riconoscervi in alcune di queste situazioni. Se così fosse, sappi che non sei sola/o. Se necessario, prenditi una pausa e ricorda che esistono servizi di supporto a tua disposizione.

🚩 Segnali di allarme (red flag)

Comportamenti controllanti: la/il tua/o partner ti dice con chi puoi parlare, cosa indossare o come comportarti in pubblico. Questa è spesso una delle prime forme di controllo coercitivo e può intensificarsi nel tempo.

Isolamento: tenta di interrompere i tuoi contatti con amiche e amici, familiari, hobby, esperienze o fonti di sostegno. L’isolamento è una tattica tipica del controllo coercitivo.

Intimidazione: usa sguardi, gesti o azioni minacciosi per instillare paura o sottomissione. Ad esempio, minaccia di lasciare la relazione se i suoi desideri non vengono soddisfatti, rompe oggetti o urla durante i conflitti invece di risolvere i problemi con calma.

Controllo: controlla frequentemente i messaggi, la posizione o i social media come forma di controllo piuttosto che di cura.

Pressione: insiste su atti sessuali o decisioni nonostante tu non ti senta sicura/o o a tuo agio.

Gaslighting: mina la tua percezione della realtà, la tua memoria o le tue emozioni per mantenere il potere. Ad esempio, fa complimenti ambigui, suscita sensi di colpa "per scherzo", opera il silenzio punitivo, finge di "scherzare" sulla rottura, ti fa dubitare della tua memoria o reazioni, minimizza le tue preoccupazioni o presenta il comportamento controllante come "premura".

Gelosia come amore: afferma che l’eccessiva gelosia è un segno di amore e preoccupazione. Questa è una forma di possessività, non di affetto. Ad esempio, la/il partner si arrabbia quando parli con qualcun altro, oppure afferma che litigare spesso è sintomo di passione o che la gelosia è un linguaggio d’amore.

Minimizzare o negare il danno: dice "stai esagerando" o "non ti ha fatto male" dopo un incidente.

Riconoscere che una relazione è violenta può essere molto difficile, sia per chi subisce la violenza che per chi la perpetra. Ciò è legato anche al fatto che siamo cresciuti con miti come "la gelosia è amore" o con l’idea che la violenza si manifesti solo quando qualcuno ci picchia. Tuttavia, spesso l’abuso inizia in modi molto sottili, come il tentativo di controllare ciò che fa l’altra/o, le persone con cui parla o come si veste. Se inizialmente questi comportamenti possono sembrare insignificanti, nel corso del tempo possono crescere e avere gravi effetti, soprattutto conseguenze emotive e sulla salute mentale (Minto et al., 2022; Kim et al., 2024).

Nelle relazioni tra giovani, ad esempio, il desiderio di "stare sempre insieme" potrebbe inizialmente sembrare romantico, per poi rivelare segni di controllo o possessività (MIGS, 2012). L’abuso non colpisce solo le persone adulte o sposate: può colpire chiunque, a qualsiasi età e in qualsiasi tipo di relazione, compresi gli appuntamenti e le relazioni occasionali.

Secondo una ricerca, il 10-16% delle ragazze di età compresa tra i 18 e i 24 anni provenienti da Paesi come Grecia, Cipro, Malta, Lituania e Lettonia ha riferito di aver subito esperienze sessuali indesiderate durante un appuntamento, compreso il tentativo di stupro (MIGS, 2012). Non si tratta quindi di casi rari, ma di episodi sistematici che rivelano un problema più ampio che spesso non viene denunciato.

Purtroppo, molte persone credono ancora a miti dannosi che incolpano la vittima, come esplicitato da frasi comuni quali "se l’è cercata", spesso legate al comportamento o al modo di vestire. La verità è che nessuno chiede mai di essere ferito, e incolpare la vittima non fa che proteggere l’aggressore (MIGS, 2012).

💭 Sessione di riflessione: analizza le seguenti frasi e spiega perché sono un segnale di allarme

(Attività di riflessione autonoma)

💭 Hai mai visto o sperimentato uno di questi comportamenti nelle relazioni che ti circondano? Come ti ha fatto sentire?

"Mi sto solo preoccupando per te": questa frase, se utilizzata per giustificare il controllo del telefono o delle amicizie, è un segnale d’allarme, non di affetto.

Frasi come "Se mi amassi, faresti…" o "Se non lo fai, ti lascerò" sono forme di ricatto emotivo e controllo coercitivo.

Una/un partner scoraggia o limita i contatti con la cerchia amicale o familiare, spesso giustificandosi con frasi come "hanno una cattiva influenza su di te" o "non capiscono la nostra relazione".

Mandare continuamente messaggi per avere aggiornamenti, insistere per condividere la posizione o chiedere le password con la scusa della "fiducia" è una forma di sorveglianza emotiva.

Definire la/il partner "troppo sensibile" o "pazza/o" quando esprime disagio è gaslighting, una tattica di abuso psicologico.

🌱 Segnali positivi di relazioni sane (green flag)

Le green flag sono l’opposto sano delle red flag: ci indicano quando una relazione è rispettosa, sicura e basata sull’uguaglianza. Ecco alcuni segnali positivi:

  • Rispetto reciproco e uguaglianza nel processo decisionale, compreso il rispetto dei confini e dell’individualità altrui (ad esempio, dove andare, con chi uscire).
  • Sentirsi a proprio agio nell’espressione di sé: non sentirsi sotto pressione quando si modifica il proprio modo di essere o di vestire, gli interessi o il comportamento.
  • Processo decisionale condiviso: entrambi i membri della coppia hanno voce in capitolo in ogni situazione, dalle piccole scelte, come quale film guardare, alle decisioni più importanti.
  • Risoluzione sana dei conflitti: discussioni calme senza urla o minacce, in cui entrambe le opinioni vengono ascoltate.
  • Libertà di mantenere le amicizie e l’indipendenza: poter condurre la propria vita individuale senza sensi di colpa o punizioni.
  • Rispetto reciproco per la privacy e l’individualità: ogni persona sostiene gli interessi dell’altra, il tempo trascorso con le amiche e gli amici e gli obiettivi personali.
  • Condivisione di informazioni e spazi: anche se non è necessario sapere tutto dell’altra persona, ci si può sentire a proprio agio nel chiedere e sapere che l’altra persona ha la stessa libertà di condividere o meno.
  • Gestione dei disaccordi senza paura: le controversie vengono affrontate con calma, con rispetto e senza insulti o ritorsioni.
  • Sentirsi a proprio agio nell’espressione emotiva: i membri della coppia sentono di poter condividere quando qualcosa non va e si sentono al sicuro quando esprimono i loro pensieri, sentimenti e bisogni. Queste sensazioni sono guidate dalla fiducia e dall’onestà, anche quando ci sono discussioni difficili.

Fai riferimento al Duluth Model, la "ruota dell’uguaglianza" dei Domestic Abuse Intervention Programs (n.d.). Mostra i comportamenti e i valori positivi presenti nelle relazioni rispettose e non violente.

Diagramma circolare intitolato 'Equality Wheel' che rappresenta le caratteristiche di una relazione sana e rispettosa. Al centro si trova 'Uguaglianza'. Le otto sezioni circostanti includono: non violenza, negoziazione ed equità, genitorialità responsabile, responsabilità condivisa, partnership economica, onestà e responsabilità, rispetto, fiducia e sostegno. La ruota contrasta la Ruota del potere e del controllo mostrando che aspetto ha una relazione equilibrata.
Copyright del Domestic Abuse Intervention Project, 202 East Superior Street, Duluth, MN, 55802, 218-722-2781
💭 Sessione di riflessione: analizza le seguenti frasi e spiega perché sono un segnale positivo

(Attività di riflessione autonoma)

💭 Hai mai visto o sperimentato uno di questi comportamenti nelle relazioni che ti circondano? Come ti ha fatto sentire?

"Mi ricorda di fare delle pause e di dare priorità alla mia salute mentale".

"Rispetta il mio bisogno di spazio e non mi fa sentire in colpa per questo".

"Chiede la mia opinione prima di prendere decisioni condivise".

"Mi incoraggia a rimanere in contatto con amiche, amici e familiari".

"Chiede scusa quando sbaglia e cambia il suo comportamento".

🚦 ATTIVITÀ INTERATTIVA: distingui i segnali di allarme da quelli positivi nelle relazioni

1. "Mi manda 15 messaggi se non rispondo entro 10 minuti".

Risposta: segnale di allarme

2. "Vuole festeggiare i miei successi, anche quando stiamo attraversando un momento difficile".

Risposta: segnale positivo

3. "Diventa gelosa/o quando esco con amiche e amici e reputa normale questo comportamento".

Risposta: segnale di allarme

4. "Possiamo non essere d’accordo senza alzare la voce".

Risposta: segnale positivo

5. "Mi ha detto che capiva il mio punto di vista e ha chiesto scusa quando ho detto che il suo commento mi aveva ferito".

Risposta: segnale positivo

6. "Dice che esagero ogni volta che mi arrabbio".

Risposta: segnale di allarme

7. "Cambia sempre argomento quando voglio parlare di qualcosa di serio".

Risposta: segnale di allarme

8. "Sostiene le mie relazioni e mi incoraggia a socializzare e a passare del tempo con le mie amiche e amici".

Risposta: segnale positivo

9. "Quando prova fastidio scherza sul fatto di lasciarmi, ma non ne parla mai seriamente".

Risposta: segnale di allarme

10. "Quando non siamo d’accordo, cerchiamo di ascoltarci a vicenda, venirci incontro, darci spazio e cercare di arrivare a un compromesso".

Risposta: segnale positivo


Riferimenti

📚 References

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